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ARERA premia Pavia Acque per qualità tecnica e contrattuale
A partire dal 2018 l’Autorità di regolazione del servizio idrico (ARERA) ha introdotto anche in Italia un sistema di misurazione del livello di qualità del servizio idrico erogato dai Gestori.
Con questo sistema viene misurata e giudicata sia la qualità contrattuale del servizio idrico offerto all’utenza (ad esempio i tempi di attesa allo sportello o al call center telefonico, oppure i tempi di esecuzione delle richieste commerciali e tecniche), sia il livello di qualità tecnica del servizio svolto dal gestore, con la misura del miglioramento o peggioramento di alcuni parametri tecnici, meno evidenti agli utenti ma altrettanto importanti, che riguardano l’impatto del servizio idrico sull’ambiente e la continuità e sicurezza del servizio reso. Si parla infatti di perdite idriche, di qualità dell’acqua distribuita, di smaltimento dei fanghi da depurazione, di interruzioni del servizio, di qualità degli scarichi da impianti di depurazione e di adeguatezza del sistema fognario.
Per rendere chiare, misurabili e confrontabili le prestazioni dei 394 gestori del servizio idrico sul territorio italiano (dato Istat 2020), ARERA ha definito due macro-indicatori in base ai quali valutare la performance di ogni gestore in materia di qualità contrattuale e sei macro-indicatori per la valutazione della qualità tecnica.
I risultati di questi indicatori per il biennio 2020-2021 sono stati pubblicati qualche giorno fa, con la stesura di una graduatoria a livello nazionale, che ha consentito ad ARERA di riconoscere premi a chi ha raggiunto, mantenuto e/o migliorato gli obiettivi prefissati e assegnare penalità agli altri.
In materia di qualità contrattuale, Pavia Acque ha mantenuto anche per il biennio 2020-2021 il posizionamento nella “classe A” per entrambi i macro-indicatori previsti, avendo così accesso alla classifica dei migliori operatori nazionali (Pavia Acque si colloca in sedicesima posizione della classifica) e ha ottenuto da ARERA un premio pari a circa 360.000 euro.
Sempre per il biennio 2020-2021, per quanto riguarda i sei macro-indicatori della qualità tecnica, visto il raggiungimento della “classe A” per le perdite idriche, le interruzioni del servizio e per la gestione dei fanghi, Pavia Acque si è posizionata tra i migliori operatori nazionali, anche qui collocandosi in sedicesima posizione, con un premio di circa 1.700.000 euro.
Con queste premialità vengono integralmente restituite al territorio pavese tutte le risorse raccolte con le due componenti perequative esposte in bolletta per incentivare il miglioramento della qualità del servizio idrico (la UI2 e la UI2 integrativa), che per l’anno 2022 ammontavano a oltre 1,5 milioni di euro.
“È con grande soddisfazione – dichiara la Presidente di Pavia Acque Karin Eva Imparato – che guardiamo a questi risultati che avvalorano il nostro impegno e quello delle nostre società consorziate nell’obiettivo di offrire all’utenza ed al territorio della Provincia di Pavia un servizio di eccellenza, migliorandolo ogni anno.
In particolare – prosegue Imparato – guardiamo con grande favore al risultato ottenuto con il macro-indicatore riferito alla riduzione delle perdite idriche, frutto degli investimenti di questi ultimi anni sulle reti di distribuzione e della sostituzione massiva dei contatori, oltre che con il recupero sistematico delle utenze non contrattualizzate. Questi investimenti e impegni ci hanno consentito di ridurre a meno del 25% (più precisamente al 24,2%) il tasso medio di perdite complessive (fisiche e commerciali) della distribuzione acquedotto nel 2021, a fronte di un valore medio nazionale pari al 40,7%. Le premialità ottenute ci consentiranno inoltre di realizzare ulteriori nuovi investimenti senza farne gravare il costo sulla tariffa.”
“L’Amministrazione provinciale – dichiara il Presidente Giovanni Palli – esprime la propria soddisfazione per i risultati, ottenuti anche grazie a una sinergia virtuosa tra Ufficio d’Ambito e Pavia Acque, frutto di un’attenzione peculiare ai diversi ambiti territoriali: Pavese, Oltrepò e Lomellina.”